A.r.i Porto Torres è una sezione storica sarda facente parte dell' Associazione Radioamatori Italiani, nasce nel 1974 grazie a tanti appassionati del nord ovest della Sardegna. Il call di radioclub IQ0AK, il ponte radio è l' R2a IR0ZYU, loc. JN40DU 145.662,5 tono 74.4, consente un ottima copertura in tutti i comuni rivieraschi che si affacciano al Golfo dell'Asinara e alle bocche di Bonifacio.
"ONDA SU ONDINA ANALOGICA" – Il 2 Giugno il Museo della Radio di Ittiri celebra il Dirigibile Italia tra storia, onde corte e sintetizzatori vintage
In occasione della Festa della Repubblica, il Museo della Radio e telecomunicazioni "Mario Faedda" di Ittiri (via Dante 17) ospiterà lunedì 2 giugno 2026, dalle ore 10:30 alle 21:00, un evento straordinario dedicato a una delle pagine più drammatiche e affascinanti della storia italiana del Novecento: il naufragio del Dirigibile Italia e il miracolo radio che salvò i suoi naufraghi.
La storia: un apparecchio "inutile" che salvò nove vite
Era il 25 maggio 1928 quando il Dirigibile Italia del generale Umberto Nobile, dopo aver sorvolato il Polo Nord, si schiantò sul pack artico in seguito a una violenta tempesta. Dieci uomini furono scaraventati sul ghiaccio; sei rimasero intrappolati nell'involucro del dirigibile, che scomparve per sempre tra le nebbie polari. I superstiti si rifugiarono in una piccola tenda da campo, resa visibile grazie a strisce di anilina rossa: nacque così la leggendaria "Tenda Rossa".
La sopravvivenza del gruppo dipese da un apparecchio che le autorità militari avevano inizialmente rifiutato di imbarcare, considerandolo zavorra inutile: il trasmettitore a onde corte "Ondina 33", progettato dal dottor Giulio Salom presso l'Arsenale di La Spezia. Fu solo grazie all'intervento personale di Guglielmo Marconi che il dispositivo salì a bordo. Il capo radiotelegrafista Giuseppe Biagi lo estrasse dai rottami, stese un filo di rame su due sci come antenna di fortuna e iniziò a lanciare il suo SOS in codice morse.
Per giorni il segnale rimase inascoltato. La nave d'appoggio Città di Milano, ancorata alle Svalbard, era sintonizzata sulle frequenze tradizionali a onde lunghe. Il 3 giugno, il muro del silenzio si spezzò: a Vologda, il giovane radioamatore ventunenne Nikolaj Schmidt captò con un ricevitore autocostruito i deboli impulsi dell'Ondina 33. Il mondo scoprì che i naufraghi erano vivi. Il 12 luglio 1928, dopo 48 giorni sul ghiaccio, il rompighiaccio sovietico Krassin li riportò in salvo.
L'evento a Ittiri: una replica dell'Ondina 33 torna a trasmettere
Al centro della giornata ci sarà la replica fedele dell'Ondina 33, custodita proprio all'interno del Museo "Mario Faedda". Sotto il nominativo ministeriale speciale IQ0AAI, la stazione verrà attivata nella banda dei 40 metri, attorno ai 7005 kHz. La classe di emissione scelta è la A1A QRS Wide CW — una trasmissione lenta in codice morse, che vuole evocare il tocco drammatico impresso da Biagi sul suo tasto nel 1928.
Collegarsi con questa radio non sarà semplice: l'Ondina 33 è basata su un oscillatore Hartley d'epoca, privo della stabilità delle moderne apparecchiature, e richiede ai corrispondenti sensibilità d'ascolto e capacità di seguire gli slittamenti termici del segnale. Si consiglia l'uso di un filtro stretto a 1,8 kHz o la modalità SSB. Tutti coloro che riusciranno nel collegamento — sia operatori OM che ascoltatori SWL — riceveranno uno speciale certificato di QSO con Ondina 33. Le frequenze operative saranno segnalate in tempo reale sui cluster DX e sulla pagina QRZ di IQ0AAI.
La mostra "WAVEFORMS": dalle onde radio alle onde sonore
L'evento non si esaurisce nella rievocazione storica. In un'altra zona del Museo, la mostra "WAVEFORMS" proporrà una collezione di sintetizzatori analogici d'epoca, accostati alle storiche radio a valvole e ai telefoni vintage dell’epoca. Il filo conduttore è la fisica delle frequenze: le stesse leggi che permisero all'Ondina 33 di squarciare il silenzio artico sono quelle che governano la generazione del suono nei sintetizzatori. Oscillatori, modulazioni, frequenze: un unico linguaggio che attraversa la storia della tecnologia e dell'espressione umana.
La mostra del dattifono del 1900 : dalle onde radio alle onde sonore (la prima registrazione dei suoni)
Apparecchio marca Edison originale USA, utilizzato per la registrazione di suoni messaggi o musica su cilindri di cera e il loro ascolto tramite l'apposita cornetta, un pezzo unico presente nella nuova collezione del Museo della radio e telecomunicazioni "Mario Faedda"
Organizzazione e informazioni
L'evento è organizzato dal Radio Club Coros e dalla sezione ARI di Porto Torres, con la collaborazione del collettivo Radiotel Sardegna e il patrocinio del Comune di Ittiri.
Museo della Radio "Mario Faedda" – Via Dante 17, Ittiri (SS) Martedì 2 giugno 2026 – ore 10:30 / 21:00 Informazioni: radioclubcoros.org
La Prossima apertura del Museo della radio sarà in occasione della 41° Ittiri Folk festa 17-18-19 Luglio 2026
30 anni di collaborazione con ARI Porto Torres.
Attività radioamatoriale SSB E CW
SSB dal 30 Maggio al 2 gugno 2026 Start trasmissioni ore 7:00 Gmt fine ore 19:00 gmt .
SSB INFO: https://www.mapforham.com/awards/details.php?id=155
Hunters ssb: https://www.mapforham.com/awards/hunters.php?id=155
Operazioni in CW solo il 2 giugno 2026 Start trasmissioni ore 7:00 GMT frequenza da 7008 a 7020.
con rtx vintage e anche la replica dell'ondina 33 sintonizzata in gamma 40 mt A1A wide QRS.
CW INFO: https://www.mapforham.com/awards/details.php?id=145
Hunters cw: https://www.mapforham.com/awards/hunters.php?id=145
Il call utilizzato e' IQ0AAI, a tutti i corrispondenti SWL, OM, YL che riusciranno ad ascoltare (o contattare IQ0AAI) il pigolio dell'oscillatore Hartley, (cosa un po' complessa), verra' rilasciato l'attestato certificato dal radio club Coros.
Per ascolti QSO con ondina 33 si prega di ascoltare con un filtro largo e seguire eventuali slittamenti dell'oscillatore Hartley.